Parma- Sissa è il tour del mese  per esplorare il suggestivo territorio di Parma e Dintorni con partenza dalla stazione dei treni del capoluogo emiliano. La maggior parte del percorso si svolge su due bellissime piste ciclabili lungo altrettanti corsi d’acqua molto importanti per la nostra provincia: il torrente Parma e il fiume Taro. Ed è proprio la pista ciclabile lungo il Taro che accompagna il cicloturista fino all’entrata in paese a Sissa. Il territorio di Parma può infatti vantarsi di questa bellissima pista ciclabile, la CicloTaro, che può essere paragonata come fascino e come percorribilità a quelle dei paesi del Nord Europa.

PRIMA TAPPA: pausa caffè “Nuova Pasticceria Lady” – Via Giuseppe Garibaldi, 37 San Secondo Parmense (PR)
Una volta giunti al ponte di San Secondo, si abbandona momentaneamente la CicloTaro per dirigersi verso il paese, capitale della Spalla Cotta. Una volta giunti in centro ci si ferma presso la Nuova Pasticceria Lady, uno dei pochi locali in Emilia Romagna che può vantare i 3 chicchi e le 3 tazzine del Gambero Rosso.
Dopo aver pedalato per 20km, si tratta della giusta location dove riposare qualche minuto degustando il dell’ottimo caffè abbinato con finissima pâtisserie.

 

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SECONDA TAPPA: la Rocca dei Rossi di San Secondo – Piazza Mazzini, 10 San Secondo Parmense PR
A poca distanza dalla caffetteria, nella piazza del paese, sorge la Rocca dei Rossi di San Secondo Parmense, prima fortezza medievale, poi sfarzosa residenza rinascimentale; fu abitata da una delle famiglie più illustri del Parmense: i Rossi.
All’interno della Rocca si trova superba Sala delle Gesta Rossiane; suggestivo e unico il racconto, in 17 riquadri, dell'”Asino d’Oro” di Apuleio.
La Rocca dei Rossi di San Secondo custodisce interventi artistici di allievi di Giulio Romano, Baglione, Samacchini, Bertoja, Procaccini, Paganino. Telefono: +39 0521.873214 E-mail: uit@comune.san-secondo-parmense.pr.it

TERZA TAPPA: la Rocca dei Terzi di Sissa – viale della Rocca, 6 Sissa (PR)
Una volta visitata la Rocca dei Rossi, si ritorna sulla CicloTaro e si pedala per altri 6 chilomentri prima di giungere a Sissa.
La Rocca dei Terzi nel Comune di Sissa-Trecasali – con un Torrione alto 27 metri da cui si può ammirare la vista sulla campagna circostante – risale all’XI secolo e si trova anch’essa nella piazza principale del paese.
Gran parte dell’aspetto attuale della Rocca è frutto di una ristrutturazione settecentesca che ha collegato l’antico torrione-mastio cinquecentesco con i corpi residenziali laterali facendogli assumere l’aspetto di un palazzo signorile.
In una stanza è custodito un orologio esemplare di indiscusso valore, in ferro forgiato a due treni, restaurato e perfettamente funzionante: al tempo fu posto sulla torre e, poiché a carica manuale, richiedeva la presenza costante di un addetto. La campana dove batteva le ore è datata al 1548 ma l’orologio è senza dubbio di parecchi anni più vecchio. Telefono: 39 0521-527011

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QUARTA TAPPA: pranzo presso ristorante bar Lo Storione – V. Arg. Giardini, 2 Sissa (PR)
Lo Storione a Coltaro era il vecchio circolo nautico fluviale, detto in breve la ‘nautica’.
Si tratta di una struttura unica nel suo genere: è l’unico grande locale pubblico in riva al Po della nostra provincia ed è costruito su possenti pali. Ha un bellissimo patio in legno, da cui si guardano le acque.
Si distingue per la moltitudine di pizze e per i salumi tipici della zona. Molto frequentato, per mangiare fuori è necessario prenotare. Prezzi veramente popolari. Fa anche ristorante, con un buon menù nel week end. Telefono: 0521879827

LA STORIA DEL TARO
Il Taro nasce dall’Appennino Ligure, da una sorgente collocata a circa 1300 m di quota all’interno della faggeta che ricopre le pendici meridionali del Monte Penna, poco sopra a Santa Maria del Taro. Il corso di pianura del fiume è mutato più volte nei secoli a causa di alluvioni e piene. In particolare, in età romana il Taro scorreva con ogni probabilità più ad ovest di oggi, là dove oggi scorre il canale di Castelguelfo, segnando il confine tra il territorio della colonia romana di Parma e quello di Fidentia.
In età tardo antica, con il venir meno delle opere di regimazione fluviale di controllo del territorio a causa di un peggioramento climatico e di una diminuzione della popolazione in queste zone, il fiume si è progressivamente spostato verso est lungo l’asse odierno.
Due elementi in particolare ci raccontano questi cambiamenti. Guardando la centuriazione romana di questa zona, cioè la suddivisione del terreno agricolo in lotti di forma quadrata (dette centurie), è evidente che quella di Parma arriva anche al di là del Taro fino proprio al Canale di Castelguelfo.
Il secondo indizio, è un itinerario di età tardo­romana che descrive la presenza di una stazione di posta ubicata nella zona di Castelguelfo e denominata “Ad Tarum”, cioè presso il Taro.
Castelguelfo dista oggi più di 3 km dal Taro, una distanza eccessiva per giustificare l’appellativo Ad Tarum.
Molto più probabile che il Taro scorresse nei pressi di quella zona.