Mi chiamo Davide Pagani, sono un cicloturista. Porto la mia grande passione per i tour in bicicletta sulle pagine di questo Blog e su BikeFoodStories.  In questo articolo vi parlerò della mia recente esperienza cicloturistica a Manchester, raccontando di questa fantastica esperienza con dovizia di particolari ed aggiungendo una breve riflessione sulla differenza fra il cicloturismo a Parma e a Manchester.

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Nella mia recente esperienza cicloturistica a Manchester ho avuto il piacere di pedalare per la prima volta in un Paese diverso dall’Italia. Non avevo alcun tipo di aspettativa, ma mi ero informato sul fatto che sarei andato in una città con più di 570 km di piste ciclabili

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In totale ho pedalato per 130 km suddivisi in due giorni con percorsi preparati prima di partire e arrivo subito al dunque: non sono mai stato così entusiasta, felice e tranquillo di pedalare in totale sicurezza in vere e proprie piste ciclabili. Si può partire dal centro città e raggiungere qualsiasi quartiere anche a distanze notevoli senza che ci sia il rischio di venire investiti. Ho trovato piste ciclabili collegate tra di loro con continuità lineare, spazi di posizionamento ciclabile davanti ai semafori, cartelli e indicazioni ciclabili che ti permettono di pedalare su una “National Cycle Route”.

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Sono rimasto impressionato dall’attenzione del ciclista urbano per il proprio vestiario, con un occhio allo stile e alla praticità senza mai dimenticare la sicurezza: luci anteriore e posteriore accese quando fa buio, casco non solo quando piove, k-ways trendy con colori chiari per essere

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La bici risulta essere una vera e propria alternativa al traffico di Manchester. Durante il soggiorno ho conosciuto un ragazzo veneto che si è trasferito in città per provare un’esperienza all’estero.

Mi raccontava che i primi mesi di lavoro impiegava 2h all’andata e 2h al ritorno per percorrere il tratto casa-lavoro con l’autobus. Da poco tempo ha deciso di passare alla bici e il tempo da lui impiegato si è più che dimezzato (solo 45 minuti a tratta). Il traffico a Manchester nelle ore di punta può far invidia a Roma, la differenza sta nella compostezza con cui si sta in coda.

In confronto a Parma, i ciclisti, dal punto di vista numerico, sono di gran lunga inferiori ma la sensazione è che saranno destinati ad aumentare sensibilmente. Le istituzioni hanno realizzato tutte le infrastrutture necessarie per pedalare in sicurezza e tranquillità compresi ponti ciclopedonali su fiumi o canali; stanno nascendo rivenditori di biciclette sparsi per tutta la città che vendono bici di qualità, non “cinesate”; eventi internazionali come l’Eroica Britannia (http://eroicabritannia.co.uk/) si svolgono a pochi chilometri da “Cotonopoli”

Le persone si muovono tutto l’anno in bicicletta, nonostante le temperature e le condizioni meteo non siano di certo uguali a quelle di Palermo. Piove? Non si fanno di certo problemi: ci si mette un vestiario impermeabile e si esce come se ci fosse il sole!

In Italia, dove il numero dei ciclisti sono maggiori che nel Regno Unito gli amministratori locali hanno sempre realizzato delle finte piste ciclabili adiacenti ai marciapiedi e non sulla carreggiata accanto al traffico automobilistico. In questo modo i ciclisti urbani sono mal visti sia dai pedoni che da chi utilizza l’auto.

Riusciremo anche noi a raggiungere i livelli europei per quanto riguarda la “mobilità dolce” senza aver invidia degli altri Stati? I tempi non sono di certo ancora maturi, ma prima o poi le cose cambieranno.

Bisogna solo continuare a pedalare!

 

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